Isole Gili – Indonesia
IIsole Gili, un piccolo arcipelago al largo di Lombok, spesso associato a Bali per la loro vicinanza geografica e per i flussi turistici condivisi. Le tre isole — Gili Trawangan, Gili Meno e Gili Air — sono note per una caratteristica unica: qui non esistono auto né motociclette. Gli spostamenti avvengono a piedi, in bicicletta o con i tradizionali carretti trainati da cavalli, chiamati cidomo.
La strada è di sabbia battuta, morbida e irregolare, e corre sotto una volta di alberi tropicali. Dai rami pendono piccole lampadine accese, già luminose nel tardo pomeriggio, come un filo di luce sospeso tra le foglie.
Un carretto trainato da un cavallo avanza lentamente verso l’obiettivo.
Le ruote lasciano segni profondi nella sabbia, mentre il ritmo degli zoccoli scandisce il tempo della scena. A bordo, due ragazzi siedono rilassati: uno guarda avanti, l’altro accenna un sorriso, come se il passaggio fosse parte di una routine quotidiana più che un’attrazione per visitatori.
Dietro, altri carretti seguono la stessa strada, mentre sulla sinistra si intravedono tavoli di legno e piccole strutture turistiche. Poco oltre, il profilo di una barca suggerisce la vicinanza del mare, sempre a pochi passi su queste isole.
Sulle Gili la modernità si è fermata a metà strada.
L’assenza di traffico motorizzato cambia completamente il ritmo della vita: non ci sono rumori di motori, solo il vento tra le foglie, il suono della sabbia sotto le ruote e quello degli animali che trainano i carretti.
Un equilibrio fragile tra turismo e tradizione. I cidomo non sono solo un mezzo di trasporto, ma parte integrante dell’identità delle isole, simbolo di un tempo più lento che qui, ancora oggi, resiste.
Sotto le luci sospese e tra gli alberi tropicali, la scena sembra sospesa tra due mondi: quello di un arcipelago che accoglie viaggiatori da tutto il mondo e quello, più antico, che continua a muoversi al passo dei cavalli.
